Cosa significa essere un bambino per bene? Ed essere un
bambino come tutti gli altri? Se a porsi queste domande è il Pinocchio portato in scena da un attore con la sindrome di Down la storia che conosciamo potrebbe prendere una piega nuova, più intima, più vera. Pinocchio è energia pura, irrefrenabile, curioso, disobbediente, ma con un grande cuore.
Il suo è un viaggio di crescita e consapevolezza, una corsa verso l’autonomia. Ma come resistere alla tentazione del Gran Teatro delle Marionette? Come non lasciarsi affascinare da animali parlanti, da promesse miracolose e da un campo in cui, forse, gli zecchini d’oro possono davvero fiorire?
A duecento anni dalla nascita di Collodi, Tonio De Nitto porta in scena il capolavoro “Pinocchio”, in una riscrittura a quattro mani con Fabrizio Tana, attore e autore con sindrome di Down, per indagare e forse confutare, con dolcezza e profondità, il tema del desiderio di essere come gli altri.