L’assenza di una collocazione sociale dell’aggressività femminile e di una sua ritualità pubblica costringono la donna in un perimetro identitario soffocante nel quale è spinta ad oscillare tra ipoaggressività e iperaggressività, evocando un femminile “santo” e uno “demoniaco”.
“Lady: Grace & Rage” entra in questo spazio mancante, scende idealmente nella caverna dove convivono caos e luce, distruzione e generazione, per riappropriarsi dell’aggressività e della forza come energie vitali: non strumenti di dominio, ma energie da riscattare, integrare e trasformare.
Se con “Hamletə” Ledwina Costantini aveva interrogato la difficoltà di riconoscere vulnerabilità e dolcezza al maschile, ora compie il movimento complementare, restituendo al femminile la possibilità di abitare la propria forza.