Se “C’era una volta...” è l'inizio di una frase che racconta una storia inventata molto tempo fa, “L’altro giorno…” sta per raccontare un fatto svolto, vissuto o visto poco tempo fa. “L'autre jour...”, che esegue canzoni con cornamuse, ghironda e violino di diversi territori francofoni (Francia, Louisiana, Québec), non esita ad aggiungere alcune percussioni per dare colore alle storie.
Il concerto fa tesoro delle ricerche sul campo di Mireille Ben. Sul palcoscenico un affiatato gruppo di musicisti che amano stare insieme, provano divertendosi, cercano, trovano degli arrangiamenti e sonorità gradevoli all'orecchio senza mai dimenticare che il loro compito è di trasmettere i ritmi della tradizione, senza nostalgia, ma sempre energici e gioiosi.
La formula del racconto e del canto rimane la traccia principale sulla quale si muove il gruppo, ma il percorso vuol lasciare più spazio alla fantasia dei musicisti, e offrire al pubblico una scelta di canzoni e balli diversificati. Il quartetto ha da sempre avuto cura del suo suono poetico e magico avvalendosi di soli strumenti acustici diventando così interessante anche per le proposte in teatro.