Le ninfe hanno abitato gli stagni per secoli. Sospese tra immobilità e movimento, testimoni silenziose della storia umana, questi esseri imperscrutabili e ambivalenti ci assomigliano, ma al contempo paiono distanti, sfuggenti, celati da un velo di mistero. Immerse nelle loro acque, hanno attraversato il tempo a modo loro. Sino all’apertura di una fessura: il tempo, che una volta si dispiegava lentamente, ora accelera e si precipita, diventa inesorabile, palpabile e glaciale, costringendole bruscamente a trasformarsi, a diventare qualcosa di nuovo, a rinascere.
I loro corpi portano questa tensione, tra lo slancio di una liberazione effimera e la minaccia sorda della scomparsa. Oscillano, si dibattono, rinascono – ancora e ancora – in questo spazio fragile e indeciso dove la trasformazione non è mai compiuta, sempre in corso, sempre ricominciata.
"In Statu Nascendi" è una ricerca sulla figura della ninfa, esempio misterioso di Pathosformel, ovvero un’immagine archetipica che ritorna attraverso i secoli e in contesti differenti; una ricerca che ci immette in una temporalità diversa, fatta di soave lentezza e di brusca accelerazione, dove si mantiene sempre una densità del movimento. Un’indagine silenziosa sulla percezione di qualcosa che sembra immobile, ma non lo è, nella quale i corpi delle due performer conferiscono materialità a questa figura in un’atmosfera apparentemente fuori dal tempo, ma che contemporaneamente fornisce al pubblico frammenti e impressioni del nostro presente. Un presente in statu nascendi anch’esso, poiché il cambiamento, la trasformazione della realtà circostante, è già in atto.