IL TEATRO SOCIALE BELLINZONA FESTEGGIA I 20 ANNI DALLA RIAPERTURA

La stagione ’17-’18 è particolarmente importante per il Teatro Sociale Bellinzona perché coincide con il ventesimo anniversario dalla sua riapertura, avvenuta nell’ottobre del 1997, e con il centosettantesimo anniversario dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 1847. La ricorrenza sarà celebrata durante tutto l’autunno.

Gli eventi del doppio giubileo sono inseriti nel programma “Bellinzona ‘800: Metamorfosi moderna” allestito dal Teatro Sociale Bellinzona assieme al Museo di Villa dei Cedri, alla Città di Bellinzona e all’Organizzazione Turistica Regionale Bellinzonese e Alto Ticino. Esso tematizza lo sviluppo urbano di Bellinzona nella seconda metà dell’800, quando quello che era un borgo contadino entrò progressivamente nella modernità. E all’inizio di quel processo di trasformazione della città ci fu proprio il Teatro Sociale, inaugurato il 26 dicembre 1847, quasi ad indicare che il borgo che stava per cambiare ruolo aveva bisogno di un teatro per sentirsi città ed esprimere così una nuova consapevolezza.

Le celebrazioni per il ventennale dalla riapertura del Teatro Sociale cominciano nel fine settimana del 7 e 8 ottobre con due giornate di porte aperte e una festa popolare. In questa occasione è disponibile per la prima volta la nuova audioguida “Piccola storia di un grande amore” di Ferruccio Cainero e Franco Di Leo, che permette di visitare il teatro ascoltandone alcuni significativi episodi storici. Negli stessi giorni, nei Teatri Mobili parcheggiati davanti al Sociale, sono proposti a ritmo continuo gli spettacoli delle compagnie Girovago & Rondella e Dromosofista e i concerti del gruppo Kalò Taxidi. Tutti questi eventi sono offerti gratuitamente alla popolazione.

Nelle settimane successive le celebrazioni proseguono dapprima con la messa in onda su Rete Due, dal 9 al 13 ottobre, dello sceneggiato radiofonico di Cainero e Di Leo “Piccola storia di un grande amore” (da cui l’audioguida è tratta), e poi con la lettura a puntate, per tre lunedì consecutivi (dal 9 al 23 ottobre) del romanzo di Plinio Martini “Il fondo del sacco” con l’attrice bellinzonese Margherita Saltamacchia e il fisarmonicista Daniele Dell’Agnola. La lettura del testo di Martini è volta a non dimenticare che nel primo mezzo secolo e oltre di attività il Teatro Sociale Bellinzona operava ancora in un contesto di diffusa povertà e in un Ticino ampiamente rurale, malgrado l’avanzare della modernità.

Il 9 e il 10 novembre si ricorda invece Luigi Tosi, compositore e direttore d’orchestra, un personaggio che ebbe un ruolo centrale nella vita culturale e musicale bellinzonese dal 1919 e per oltre 35 anni. Tosi allestì anche diversi spettacoli operistici al Sociale, coinvolgendo nei suoi progetti tra gli altri la Civica Filarmonica di Bellinzona, di cui era direttore. Il 9 novembre, nella serata d’ascolto "Dania, un'opera per il Sociale", il pianista Luca De Grazia e la ricercatrice Felicity Brunner si soffermano in particolare sull’allestimento dell’opera originale “Dania”, le cui musiche furono composte da Tosi su libretto di Elena Bonzanigo, e che andò in scena al Sociale nel 1930. "La Bellinzona di Luigi Tosi" è invece il titolo del concerto del 10 novembre dedicato a Tosi e che vede protagonisti le cantanti Alice Rossi (soprano) e Valentina Londino (mezzosoprano) con la Civica Filarmonica di Bellinzona e il pianista Luca De Grazia. Vengono proposte musiche dello stesso Tosi e dei suoi amici compositori Puccini, Mascagni, Massenet e Offenbach.

Di grande interesse infine la mostra “I teatri raccontano la storia d’Europa”, ospitata nella Sala dell’Arsenale di Castelgrande per organizzazione dell’OTR Bellinzonese e Alto Ticino dall’11 novembre 2017 al 7 gennaio 2018. La mostra è curata da Perspectiv, l’Associazione europea dei teatri storici che gestisce e coordina la Strada europea dei teatri storici, di cui il Teatro Sociale Bellinzona è membro assieme a 120 altri pregiati teatri storici di tutto il continente. La mostra illustra come la storia dell’Europa dall’antichità fino ai giorni nostri si rifletta negli spettacoli e si intrecci con quella degli edifici teatrali nelle diverse epoche. La mostra si completa con una parte dedicata al Teatro Sociale Bellinzona e alle sue caratteristiche architettoniche che ne fanno un tipico teatro all’italiana.

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